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CHOCOLAT DI
GIANNOTTI LUIGI ANTONIO
VIA FONTANA-
DALLA TRADIZIONE DOLCIARIA
DELLA FAM-GIANNOTTI
ASSAGIATENE TUTTE
LE VARIETA'...
CHOCOLAT è A BOVINO
IN VIA FONTANA







25 marzo 2006

arrivando poi al nocciolo.......

caro grande volpone...ma a parte l'italia dei valori...forse nn ti rendi conto che io mai ho apprezzato Mastella per l'udeur..ma invece ho detto e scritto che a fare i partiti sono le persone-adepti
se "l'ITALIA DEI VALORI" è un buon partito,lo è perchè ne fanno parte ottime MENTI, altrimenti nn lo sarebbe..
ora diciamo chi sono gli adepti???
o neanche questo vuoi dire?!
inoltre se vuoi sapere il mio nome basta chiedere...ma poi dovresti dirmi il tuo!
vedi un po tu

INVERSIONE




permalink | inviato da il 25/3/2006 alle 2:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa



22 marzo 2006

libertà!!!!

Dopo tanto tempo...sono riuscito a vedere il film Viva Zapatero!e ad un punto mi son chiesto possibile che si riesca a filtrare l'informazione in quel modo..possibile che una persona autorevole come Gasparri abbia mentito spudoratamente su una legge importante da lui emanata a favore della CDL e quindi del premier?
qui chiaramente legibile la risposta del capo della Repubblica al ministro

DOCUMENTO

Gasparri, il testo integrale
del presidente della Repubblica

ROMA - Ecco il testo integrale del messaggio di Carlo Azeglio Ciampi che rinvia il disegno di legge Gasparri alle Camere.
"Nell'ultima delle considerazioni in diritto, la Corte precisa che 'la presente decisione, concernente le trasmissioni televisive in ambito nazionale su frequenze terrestri analogiche, non pregiudica il diverso futuro assetto che potrebbe derivare dallo sviluppo della tecnica di trasmissione digitale terrestre, con conseguente aumento delle risorse tecniche disponibili.
"Signori parlamentari, in data 5 dicembre 2003, mi è stata inviata per la promulgazione la legge: "Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai- Radiotelevisione italiana Spa, nonchè delega al governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione", approvata alla Camera dei Deputati il 3 aprile 2003, modificata dal Senato il 22 luglio 2003, nuovamente modificata dalla Camera dei Deputati il 2 ottobre 2003 e approvata in via definitiva dal Senato il 2 dicembre 2003.

"Il relativo disegno di legge era stato presentato dal governo alla Camera dei Deputati il 23 settembre 2002. Successivamente, il 20 novembre 2002, era sopraggiunta la sentenza della Corte Costituzionale n.466, che dichiarava "la illegittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n.249 (Istituzione della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, nella parte in cui non prevede la fissazione di un termine finale certo, e non prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, entro il quale i programmi irradiati dalle emittenti eccedenti i limiti di cui al comma 6 dello stesso articolo 3, devono essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo".

"La data del 31 dicembre 2003 era già stata indicata, come termine per la cessazione del regime transitorio di cui all'articolo 3, settimo comma, della legge n.249 del 1997, dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Deliberazione n.346 del 7 agosto 2001)"

"Detto articolo 3 -prosegue il testo del Presidente- rinvia ai limiti fissati dal sesto comma dell'articolo 2 della stessa legge n. 249, laddove si stabilisce che ad uno stesso soggetto a soggetti controllati o collegati 'non possono essere rilasciate concessioni ne' autorizzazioni che consentano di irradiare più dle venti per cento rispettivamente delle reti televisive o radiofoniche analogiche e dei programmi televisivi o radiofonici numerici, in ambito nazionale, trasmessi su frequenze terrestri, sulla base del piano delle frequenze".

"La sentenza della Corte n. 466 del 20 novembre 2002 muove dalla considerazione della situazione di fatto allora esistente che, a suo giudizio, 'non garantisce... l'attuazione del principio del pluralismo informativo esterno, che rappresenta uno degli 'imperativi' ineludibili emergenti dalla giurisprudenza costituzionale in materia".

"Nell'ultima delle considerazioni in diritto, la Corte precisa che 'la presente decisione, concernente le trasmissioni televisive in ambito nazionale su frequenze terrestri analogiche, non pregiudica il diverso futuro assetto che potrebbe derivare dallo sviluppo della tecnica di trasmissione digitale terrestre, con conseguente aumento delle risorse tecniche disponibili.

"Dalla sentenza i cui contenuti essenziali sono stati richiamati dai presidenti delle Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nelle audizioni rese alle Commissioni riunite VII e IX della Camera dei deputati il 10 settembre 2003, discende pertanto che per poter considerate maturate le condizioni del diverso futuro assetto derivante dall'espansione della tecnica di trasmissione digitale terrestre e, quindi, per poter giudicare superabile il limite temporale fissato nel dispositivo, deve necessariamente ricorrere la condizione che sia interventuo un effettivo arricchimento del pluralismo derivante da tale espansione".

"La legge a me inviata si fa carico di questo problema. Le norme che disciplinano l'aspetto sopra considerato sono contenute nell'articolo 25, il cui primo comma stabilisce che, entro il 31 dicembre 2003, dovranno essere rese attive reti televisive digitali terrestri ponendo, in particolare, a carico della società concessionaria del servizio pubblico (secondo comma) l'obbligo di predisporre impianti (blocchi di diffusione) che consentano il raggiungimento del cinquanta per cento della popolazione entro il primo gennaio 2004 e del settanta per cento entro il primo gennaio 2005".

"L'articolo 25, terzo comma, stabilisce inoltre che 'l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro i 12 mesi successivi al 31 dicembre 2003, svolge un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi digitali terrestri allo scopo di accertare: a) la quota di popolazione raggiunta dalel nuove reti digitali terrestri; b) la presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili; c) l'effettiva offerta al pubblico su tali reti anche di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche".

"Ciò premesso, ritengo di dover formulare alcune osservazioni in merito alla compatibilità di talune disposizioni della legge in esame con la sentenza n.466/2002 della Corte Costituzionale.

Una prima osservazione riguarda il termine massimo assegnato all'Autorità per effettuare detto esame: "Entro i dodici mesi successivi al 31 dicembre 2003" (articolo 25, terzo comma). Questo lasso di tempo - molto ampio rispetto alle presumibili occorrenze della verifica - si traduce, di fatto, in una proroga del termine finale indicato dalla Corte Costituzionale.

Una seconda osservazione concerne i poteri riconosciuti alla Autorità: questa, entro i trenta giorni successivi al completamento dell'accertamento, invia una relazione al Governo e alle competenti Commissioni parlamentari, "nella quale verifica se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo ed eventualmente formula proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi" (articolo 25, terzo comma).

"Ne deriva che, se l'Autorità dovesse accertare, entro il termine assegnatole, che le supposte condizioni (raggiungimento della prestabilita quota di popolazione da parte delle nuove reti digitali terrestri, presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili; effettiva offerta al pubblico su tali reti anche di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche) non si sono verificate, non si avrebbe alcuna conseguenza certa. La legge, infatti, non fornisce indicazioni in ordine al tipo e agli effetti dei provvedimenti che dovrebbero seguire all'eventuale esito negativo dell'accertamento.

"Si consideri, inoltre, che il paragrafo 11, penultimo capoverso, delle considerazioni in diritto della sentenza n.466, recita: "D'altro canto, la data del 31 dicembre 2003 offre margini temporali all'intervento del legislatore per determinare le modalità della definitiva cessazione del regime transitorio di cui al comma 7 dell'articolo 3 della legge n. 249 del 1977".

'Ne consegue che il primo gennaio 2004 può essere considerato come il dies a quo non di un nuovo regime transitorio, ma dell'attuazione delle predette modalità di cessazione del regime medesimo, che devono essere determinate dal Parlamento entro il 31 dicembre 2003. Si rende, inoltre, necessario indicare il dies ad quem e, cioè, il termine di tale fase di attuazione.

"Tutto ciò detto in relazione alla compatibilità delle succitate disposizioni della legge in esame con la sentenza n.466 del 20 novembre 2002, non posso esimermi dal richiamare l'attenzione del Parlamento su altre parti della legge che-per quanto attiene al rispetto del pluralismo dell'informazione- appaiono non il linea con la giurisprudenza della Corte Costituzionale.

"Si consideri, a tale proposito, che la sentenza della Corte Costituzionale n. 826 del 1988 poneva come un imperativo la necessità di garantire "il massimo di pluralismo esterno, onde soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all'informazione". E ancora, nella sentenza n. 420 del 1994, la stessa Corte sottolineava l'indispensabilità di "un'idonea disciplina che prevenga la formazione di posizioni dominanti".

"Nell'ambito dei principi fissati dalla richiamata giurisprudenza della Corte Costituzionale si è mosso il messaggio da me inviato alle Camere il 23 luglio 2002.

"Per quanto riguarda la concentrazione dei mezzi finanziari, il sistema integrato delle comunicazioni (SIC)- assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori della comunicazione- potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20 per cento (articolo 15, secondo comma, della legge) di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti".

"Quanto al problema della raccolta pubblicitaria, si richiama la sentenza della Corte Costituzionale n. 231 del 1985 che, riprendendo principi affermati in precedenti decisioni, richiede che sia evitato il pericolo 'che la radiotelevisione, inaridendo una tradizionale fonte di finanziamento della libera stampa, rechi grave pregiudizio ad una liberta' che la Costituzione fa oggetto di energica tutela".

"Si rende, infine, indispensabile espungere dal testo della legge il comma 14 dell'articolo 23, che rende applicabili alla realizzazione di reti digitali terrestri le disposizioni del decreto legislativo 4 settembre 2002, numero 198, del quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale con la sentenza numero 303 del 25 settembre/1 ottobre 2003. Per la stessa ragione, va soppresso il riferimento al predetto decreto legislativo dichiarato incostituzionale, contenuto nell'articolo 5, primo comma, lettera l) e nell'articolo 24, terzo comma".

"Per i motivi innanzi illustrati, chiedo, alle Camere, a norma dell'articolo 74 primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge a me trasmessa il 5 dicembre 2003".

(15 dicembre 2003)




Vista ora la nostra considerazione per Ciampi....bhe riflettiamo

gli italiani dormono,vivono bene le illusioni sprigionate dal cavaliere...

ma perchè hanno messo contributi per l'acquisto del digitale terrestre,mentre beni di prima necessità come medicinali e PANNOLINI (latte in polvere)che sono comprati obbligatoriamente anche da persone meno abbienti,nn usufruiscono di tali agevolazioni??
Sembra di essere tornati all'epoca dell'impero romano quando ai cittadini sfiancati dalle tasse e dalle spese eccessive rallegrava i cittadini di Roma con giochi e duelli nel Colosseo


riflettiamo!!!




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15 marzo 2006

quando i numeri...sono illusioni

A seguito è riportato cari lettori parte del confronto tenutosi ieri tra Berlusconi e Prodi..con due differenti interpretazioni fatte da 2 giornali di diversa fazione...


Il premier è Prodi
di Antonio Padellaro

Primo. Viva le regole che hanno sancito la fine dell’illusionismo al governo nella più attesa sfida elettorale televisiva. Messo alle strette dall’orologio, dall’impossibilità di parlare all’infinito, dalla necessità di rispondere a questioni precise senza poter buttare il tavolo per aria, Silvio Berlusconi è apparso per quello che è: un presidente del Consiglio continuamente costretto a difendersi su tutti i fronti dell’attività di governo davanti a un bilancio fallimentare. Un premier in affanno che davanti alle contestazioni del suo avversario ha cercato di ripararsi dietro esclamazioni pietose dicendosi sorpreso o trasecolato; aggrappandosi alle miracolistiche trenta o quaranta riforme; scagliandosi come un disco rotto contro la cattiveria e le solite menzogne della sinistra. Un uomo alle corde senza uno straccio di progetto per il futuro dell’Italia e in qualche modo già rassegnato alla sconfitta.

Secondo. Romano Prodi ha vinto il confronto presentandosi come un vero uomo di governo. Ha parlato con autorevolezza trasmettendo una sensazione di serietà e rigore che gli italiani avevano dimenticato. Aiutato da domande precise e pertinenti ha spiegato i punti chiave del programma dell’Unione per fare crescere il Paese. Ma Prodi ha stravinto giocando sulle debolezze di Berlusconi. Chiedendo al premier occupato a descrivere il paese di bengodi dove diavolo viva. Pretendendo rispetto quando il suo rivale ha tentato inutilmente di offendere per accendere la rissa. Ridicolizzandolo sul conflitto d’interessi rappresentato da quella figura abbastanza grottesca costretta a entrare e a uscire dal consiglio dei ministri come in una porta girevole durante i tanti provvedimenti approvati a favore delle sue aziende.

Terzo. Non sappiamo quanti voti abbia spostato il duello di ieri sera. Sappiamo che cosa ha detto al paese. Che una lunga e disastrosa pagina della vita politica del paese si sta chiudendo. Che tra pochi giorni il nuovo premier sarà Romano Prodi.


Tutte le risposte del Professore, e quelle del Cavaliere
di red.

Domanda di Napoletano: sulle tasse gli italiani sono diventati diffidenti. Si parla di una novità: la riduzione del cuneo fiscale. Come volete fare?
Prodi: Su questo possiamo stare tranquilli. Non si aumenteranno le imposte per diminuire il cuneo fiscale.Bisogna spiegare bene agli italiani che il lavoro oggi è gravato da un'imposta superiore al 30% e che se vogliamo reggere alla concorrenza straniera è necessario ridurre il costo del lavoro. Abbiamo calcolato che cinque punti di cuneo fiscale possiamo ridurli (...) Si deve rendere meno conveniente prendere un ragazzo, licenziarlo dopo due mesi e riassumerlo. Bisogna aumentando il costo del lavoro precario che oggi è più basso di quello di un lavoratore fisso.(...) Quando eravamo al governo a ogni consuntivo delle imposte arrivavano più soldi senza aumentare le tasse perché gli italiani sapevano che siamo seri e che facciamo pagare le tasse a tutti. Gli italiani sanno che se c'è giustizia retributiva le tasse si pagano. Oggi bisogna ripristinare un'etica del dovere per tutti i cittadini italiani».
Berlusconi: «Prendo atto che il signor Prodi ha annunciato di avere a cuore la riduzione del costo del lavoro. Ma ricordo che ai tempi del suo governo, il suo ministro Vincenzo Visco fece approvare l'Irap, una tassa che esiste solo in Italia, negativa per le aziende, che noi chiamiamo imposta-rapina (...) Il signor Prodi è stato smentito da Fassino. Il primo ha parlato di abbassare il cuneo fiscale nei primi 100 giorni mentre il segretario dei Ds ha detto in cinque anni. Il signor Prodi ha una coalizione che usa l'immagine del professor come «front-man» perché non ha all'interno dei leader dei partiti importanti presentabili perché derivano dal comunismo.
Prodi: Confermo: ridurrò il cuneo fiscale entro il primo anno. E nessuna pensione sarà intaccata. Voglio assicurare le persone anziane che il loro potere di acquisto sarà preservato. (...) Il governo, pur avendo 5 anni di tempo, non ha abolito l'Irap: se fosse stata una imposta così disgraziata l'avrebbe potuta cambiare ma non è stato così.
Sorgi a Berlusconi: Euro, fattore di sopravvivenza importante per l'economia italiana per questi anni difficilissimi. Ma anche un elemento di fortissima divisione tra i due candidati...
Berlusconi: L'introduzione dell'euro ha prodotto nelle famiglie un aumento dei prezzi in tutta Europa. È stato introdotto in tutta fretta noi abbiamo ereditato una situazione...
Prodi: Non è vero che gli altri paesi abbiano avuto sbalzi di prezzi come i nostri. Non è vero. Avevamo una commissione centrale che Ciampi e io avevamo costituito con il nostro governo e avevamo le commissioni provinciali che non sono mai state convocate. Non si è fatto nulla nemmeno per mantenere il doppio prezzo nei cartellini per lungo tempo. Faccio un esempio molto semplice: Bolzano e Innsbruck. Due città, entrambe hanno avuto l'euro. Prima dell'introduzione dell'euro su 72 beni di consumo generale solo 18 costavano di più a Bolzano e la gente veniva a fare spesa in Italia dall'Austria, adesso la metà dei beni costa più a Bolzano che a Innsbruck. Come mai in Austria non c'è stato un aumento dei prezzi? (...) Il presidente del Consiglio sosteneva che si doveva fare il cambio a 1500 lire, è una bufala, smentita da tutti.
Napoletano: Dove trovate i soldi per lo scudo fiscale?
Prodi: C'è una modulazione del costo del lavoro tra stabile e precario che ho già spiegato. Bisogna stare tranquilli: non aumenteremo le imposte per abbassare il cuneo fiscale. Il lavoro oggi è gravato da un'imposta superiore al 30%, se vogliamo reggere alla concorrenza straniera è necessario ridurre il costo del lavoro. Abbiamo calcolato che 5 punti di cuneo fiscale possiamo ridurli.
Berlusconi: Prodi non sa che l'Ecofin ha apprezzato i nostri conti del 2006 (...) I conti disastrati li abbiamo ereditati dalla sinistra. Abbiamo trovato un buco di oltre 30 miliardi di euro. Ora siamo a un deficit del 4,1% e abbiamo il 2006 che è già positivo. Nonostante l'ironia del centrosinistra, io ho fatto modificare il trattato di Maastricht, che Prodi aveva definito “stupido”. L'Italia ha potuto così superare il limite del 3% nel rapporto deficit/pil.
Prodi: Se dobbiamo essere contenti di un deficit del 4,1% siamo messi male... Chiedo che ci venga data subito la trimestrale di cassa, in modo da avere un quadro preciso per governare. Non ci bastano le previsioni, veniamo da troppi anni di previsioni mancate: la crescita è a zero e doveva essere al 2,5%.
Sorgi: le file davanti agli uffici postali dimostrano che non siamo in grado di prevedere le necessità del paese, le masse di sbarchi da Lampedusa dimostrano che le politiche sull'immigrazione non funzionano...
Berlusconi: Siamo il paese in Europa con il più basso numero di immigrati. (...) Le code? Dimostrano solo che funziona il modo con cui abbiamo deciso di regolarizzare...
Prodi: Chi ha visto oggi le file non riesce a crederci. Non so proprio dove viva Berlusconi. Le code dimostrano che non c'è nessuna programmazione, la legge favorisce l'arrivo di clandestini. Sono state smontate le nostre leggi: c'erano lo sponsor per il lavoro, il ricongiungimento familiare...
Berlusconi: Mi devo stropicciare occhi e orecchie... I 635 immigrati che abbiamo regolarizzato mica sono venuti con il nostro governo, erano qui prima, noi abbiamo avuto il merito di averli regolarizzati. In questi giorni abbiamo avuto file solo a Milano e a Roma, in tutto il resto del paese ci sono stati meno di 30 immigrati per ogni ufficio».
Prodi: Si deve veramente stropicciare gli occhi e le orecchie, se ci fosse stato un minimo di organizzazione non ci sarebbe stato lo scandalo di questi giorni.
Napoletano a Prodi: Italia lumaca, la Tav in Val Susa e i problemi delle contestazioni.
Prodi: Il problema delle grandi opere si risolve con gli accordi con le comunità, non contro(...) Il governo per le opere pubbliche aveva previsto 250 miliardi di euro, ne ha stanziato il 20% e spesi il 10%. Le reti europee sono tra le nostre priorità: sull'asse Nord-Sud tra Palermo e Berlino e su quello Est-Ovest da Barcellona fino a Budapest. Quindi anche la Tav di Val Susa. Ma concentreremo la nostra attenzione nel finire le opere in corso: l'Italia è piena di cantieri non finiti...
Berlusconi: Fate solo demagogia. Abbiamo fatto dieci volte quello che ha fatto la sinistra. Ci sono 71 grandi cantieri (...) il Mose è già al 25%. La sinistra non riuscirà a far nulla con i Verdi, Rifondazione, Caruso, i no global... Nel loro programma non si cita la Tav, gli inceneritori, i rigassificatori...
Prodi: Ma Berlusconi ha ereditato tutto dal passato? È stato cinque anni al governo e parla come se fosse all'opposizione... Ma cosa ha fatto in questi 5 anni? Aveva una maggioranza di oltre cento parlamentari, ha fatto solo le leggi che gli importavano. Continua a parlare di sinistra e del passato. Andrà indietro fino a Garibaldi per trovare le responsabilità?
Berlusconi: Che spudoratezza. In questi cinque anni abbiamo fatto più riforme di tutti gli altri governi precedenti...
Sorgi: Bachelet in Cile ha insediato il governo per metà di donne. Voi quante ne porterete al governo?
Berlusconi: Noi abbiamo aumentato la presenza delle donne nelle nostre liste (...) Ma non è facile avere la loro disponibilità a lasciare la famiglia, il marito, il lavoro e trasferirsi a Roma per cinque giorni a settimana (...) Noi abbiamo fatto tanto per le famiglie disagiate, per i bambini, aumenteremo i reati per le violenze sulla donna (...)
Prodi: La legge sulle quote rosa non c'è stata perché la maggioranza non l'ha voluta (...) Se non introdurremo le quote rosa, alla parità non ci arriveremo nemmeno tra 50 anni.
Napoletano: Sempre meno ingegneri, chimici e matematici. Una riforma è stata fatta: quella dell'università. Voi salverete qualcosa?
Prodi: Vogliamo un cambiamento in continuità, serio (...) Con Berlusconi e Letta avrò colloqui per il passaggio di consegne. Il nostro metodo sarà quello del dialogo. Non vogliamo un governo che divida. La riforma della scuola: non condividiamo che si debba scegliere a 13 anni, gli istituti tecnici sono stati umiliati. In questo modo che sviluppo industriale possiamo avere? (...) E poi dobbiamo ridare dignità agli insegnanti.
Berlusconi: Ma quale dialogo. Contro di noi hanno fatto barricate, hanno diffuso pessimismo. Vogliono azzerare la riforma, per me è molto positiva. C'è l'inglese a cinque anni e poi dai 15 ai 18 anni faranno pratica nelle aziende...
Sorgi: Conflitto di interessi.
Berlusconi: Per Mediaset non esiste conflitto di interessi perché non attacca la sinistra ed è apprezzata dagli italiani. Il vero conflitto di interessi è a sinistra con le giunte locali, la Lega Coop, la magistratura che offre la copertura e insabbia le inchieste.
Prodi: Mediaset è una risorsa per il paese, ma il conflitto di interessi va risolto. Non si può avere un premier che entra ed esce dal Consiglio dei ministri quando si parla delle sue aziende (...) Faremo una legge ma non sarà vendicativa.
Berlusconi: Sono uscito dal consiglio dei ministri solo 4 volte
Sorgi: Sull'Iran, se gli Usa chiedessero appoggio per un raid?
Berlusconi: Dobbiamo intensificare i rapporti diplomatici, l'Iran non andrà oltre la soglia della prudenza.
Prodi: Siamo in una situazione rischiosa, vogliamo la pace ma sappiamo che a volte bisogna essere risoluti. Comunque si agisce solo con una decisione dell'Onu.

che siano gli italiani a decidere...




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12 marzo 2006

imbarazzante

Chi ha visto Porta a Porta? La Mussolini è pazza. Aiutatela. Se la prende per le bandiere di Israele bruciate e poi dice di essere fascista. E si vanta di esserlo. Cioè: lei difende gli ebrei che suo nonno mandava nei forni, ed è fiera di essere fascista. Ma questa è pazza.
Castelli è stato imbarazzante. Molto imbarazzante. Quando si parla di coppie di fatto, transessuali, omosessuali, figli, matrimonio e divorzio, non capisce più nulla. E' visibilmente confuso. Non sa di cosa parla. Non ha le nozioni di base. Ha detto che un transessuale è colui che si sveglia un giorno uomo e il giorno dopo donna. E poi ha aggiunto: "ma chi vorrebbe un genitore così?" Prego? E' pazzesco. Mica è finita qui: poi ha detto (qui in coppia con la Mussolini) che con le coppie di fatto si fa il male dei bambini. Perchè? E' semplice: uno è sposato, ha figli, divorzia, fa un unione civile con una donna, ha altri figli. I figli di primo letto dovrebbero così dividere l'eredità con gli altri. Che è lo stessa identica cosa che avviene nel caso di un nuovo matrimonio dopo un regolare divorzio. Che hanno risposto Castelli e la Mussoolini? Che-i-figli-vanno-difesi-e-che-la-sinistra-è-contro-i-bambini. Siete indecenti e vergognosi. In confronto Luxuria e Di Pietro sembravano due persone per bene. Sì, avete letto bene, anche Di Pietro: e ho detto tutto).

preso da daw




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24 gennaio 2006

Bovino....un paese allo sbando

Situato tra le colline del subappennino,un rigoglioso paese,spiccava per virtu quali ad esempio,l'alto livello culturale dei compaesani,il fulcro di varie attività e associazioni....vedi palazzo Vescovile..
ma purtroppo però tende a svanire con il passare del tempo
Cari cittadini e oriundi BOVINESI ma lo sapevate che tra le Rovine del nostro GLORIOSO castello si nascondeva la SPINA del CRISTO,ma sapete quanta ricchezza ci è stata sottratta da tutti i vescovi che hanno preceduto il Tamburrino,(non che lui sia migliore),ora siamo arrivati ad un punto stagnante...anche le tradizioni del nostro borgo stanno diventando un miraggio..
un tempo la cavalcata dei 29 era una manifestazione condivisa in tutta la provincia,ed aveva in se le molteplici genti proveniente da tutt'Italia..perchè Bovino è sparso in tutta l'Italia..
ma vedi un po qualcuno ha monopolizzato l'organizzazione e tutte le decisioni fondamentali in previsione dell'agosto bovinese,ne è convenuto che la cavalcata ,non è più qulla di prima,le gare accoppiate anche se belle,non fanno parte della tradizione..meno male che qualcuno ha suggerito TRA ARCHI e PALAZZI...
poi cari..ma vogliamo che a Bovino i visitatori estivi debbano pernottare...ma dove?mi dica il sign.
MUScH dov'è ubicato l'albergo diffuso...?per caso dietro i vasi posti e piantati nelle Aiuole...
il centro storico è ridotto ad un rudere..altro che albergo diffuso
...un ultima considerazione..a Peschici c'è un castello neanche la punta del nostro...è bellissimo,ristrutturato e messo in opera per accoglierli i turisti..con tanto di visita guidata,
qui neanche quella abbiamo...

X-man




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12 gennaio 2006

CODE DI PAGLIA

IN SEGUITO ALLE CONTRO BATTUTE DELL'ANONIMO E DEL "GRANDE" VECCHIO VOLPONE CREDO DI POTER FORNIRE DELLE RISPOSTE:

TANTO PER COMINCIARE NON CREDO DI AVERE UNA CODA DI PAGLIA LUNGA METRI ANZI NON C'è L'HO,GRANDE ALLODOLA O MEGLIO BRADIPO MI PARE CHE TU NON SAPPIA COGLIERE A VOLO DELLE DICHIARAZIONI IN CODICE NASCOSTO,A QUEL CHE HO LETTO DAL COMMENTO, NOI GIOVANI CI AVVICINIAMO AL MONDO POLITICO SOLO PERCHè CI VIENE OFFERTO UN BEL PIATTO RICCO DI PROMESSE,PUO' ANCHE ESSERE,MA MI CHIEDO FINO AD ORA ,NON I GIOVANI MA I VECCHI VOLPONI COSA HANNO FATTO SE NON I FATTI LORO????
COMUNQUE IO ACCOLGO TUTTE LE CRITICHE PURCHè ABBIANO UN SENSO E LE TUE NON NE HANNO ALCUNO!!!
QUANDO IN FUTURO DIRAI QUALCOSA BEHH DILLA, MA PRIMA METTI IN MOTO IL CERVELLO ,E' UN DONO, NON SPRECARLO MALAMENTE


CIAO CIAO




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10 gennaio 2006

!!!!

semplice e aperta contro-risposta ad anonimo:
descrivi brutalmente i giovani ,sai non tutti hanno bisogno di altro,in molti vogliono solo capire perchè il nostro borgo funziona male,perchè il subappennino cresce limitatamente a paesi come deliceto o candela,perchè la pubblica amministrazione sembra essere un circolo chiuso.
Se poi qualche disoccupato trova un inserimento lavorativo ben venga è disoccupato in meno,ricorda che la disoccupazione porta poi a prenere strade alternative.Guarda intorno e pensa"I VECCHI VOLPINI" DA CUI SIAMO STATI GOVERNATI COSA ,è CHE HANNO FATTO o meglio NON fatto?




inversione




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9 gennaio 2006

nuove forze crescono

Finalmente!!
Dopo anni di predominio,i signori burattinai se la sono fatta addosso,ciò che si sperava di fare a Bovino ,piccolo centro del subappennino è cosa fatta;una marea di giovani si è coagulata verso una nuova forza politica,l' UDEUR ormai in forte crescita in tutto il territorio del subappennino,questo è positivo perchè avvicina i giovani alla politica locale e permete loro di percepire vari meccanismi interni della politica locale che offuscava la vera essenza dei cittadini bovinesi,cioè essere presi davvero in considerazione per quanto riguarda il regolare svolgimento dell'attività amministrativa che da tempo è monopolio di alcuni!

Forza Giovani


inversione




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15 dicembre 2005

la ribellione dei burattinai

Buona sera,eccoci nuovamente a polemizzare sulla ridicola amministrazione bovinese che dopo i consueti batti e ribatti ha deciso di appendere al chiodo un nome come Marseglia che da tempo assediava "palazzo di città" spalleggiato dall'onnipresente fratello!
Basta avranno pensato il resto dei burattinai, non deve ottenere tutto ciò che chiede e quindi come si sa lo hanno sbattuto fuori senza mezzi termini;per di più ora hanno campo libero per commettere qualche altra sciocchezza.
Un ultimo appunto a questo breve pensiero:
Chiedo hai concittadini se abbiamo o no bisogno di un vero scossone politico o se dobbiamo rassegnarci a osservare lo sfacelo del paese per mano delle facce onnipresenti dei nostri "beneamini "di destra e sinistra che per l'occupazione di una poltroncina mandano in briciole quel che di buono è rimasto del nostro borgo


da Bdentro




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6 dicembre 2005

I burattinai sul colle e la confusione in amministrazione

    Trascorso più di un anno dall'insediamento,l'amministrazione non riesce a decollare trainando con se tutto il paese verso lo sfascio totale.
Tra i governanti spiccano le figure di Nicastro e Marseglia i cosidetti volponi che manipolano il "leader"Zannella da sempre burattino nelle loro grinfie,meno male che volevamo un cambiamento o un aria nuova dopo dieci anni con falce e martello!
Sul colle i tempi burocratici per qualsiasi tipo di documento si sono allungati se va bene perchè la prassi vuole che le pratiche vengano smarrite per finire insabbiate come al solito presso l'ufficio ragioneria capitanato da un'incopetente del settore;ma questo Noi lo sapevamo,sapevamo che il leader non il nome fittizio messo li per coprire i giochi di qualcuno,ma nella confusione generale qualcosa che sembrava funzionasse c'era:l'ufficio di collocamento,ma sapete che qualcuno anche oriundo di bovino ha chiesto a me dove si trovasse,e quel poverino di Lillino proponeva le offerte di lavoro su un cartellone che fungeva da bacheca,sapete che per ottenere lo spostamento giu ha minacciato più volte di chiuderlo l'ufficio,mentre GioGio sprezzante delle richieste del funzionario dell'ufficio di collocamento osava umiliarlo più che incoraggiarlo;sembra una parodia ma è vero;oggi cittadino non sai come tradire il tempo, hai paura di annoarti,vai al comune di Bovino,ma attento potrebbe verificarsi una gastrointerite. 


BastardoDentro




permalink | inviato da il 6/12/2005 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


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